Il rilancio del Progetto Seti passa da Kepler

l'Allen Telescope Array

Era l’ottobre di quest’anno che con una lettera ai partecipanti 1 al Progetto SETI che Eric Korpela, annunciava la riattivazione dell’Allen Telescope Array e spiegava quali ambiziosi obiettivi erano al centro del rilancio del progetto. Come già anticipato anche su questo sito, il desiderio di Jill Tarter era quello di studiare con l’ATA in quella precisa zona di cielo, quelle specifiche stelle che i risultati di Kepler hanno mostrato possedere pianeti comparabili come massa e dimensioni simili alla Terra dentro la zona Goldilocks 2, 3.

Adesso è confermato: l’Allen Telescope Array sta di nuovo cercando segnali radio come testimonianza di intelligenze extraterrestri scandagliando le stelle con un sistema planetario che Kepler ha scoperto.

Il direttore del Progetto SETI Jill Tarter. Credit: Sven Klinge.

Il telescopio spaziale Kepler con le sue scoperte ha potenzialmente rimodellando la nostra visione dell’universo. Questa è una eccezionale opportunità per le osservazioni SETI,” ha dichiarato Jill Tarter, direttore del programma SETI  “Per la prima volta possiamo puntare i nostri telescopi verso stelle che ospitano sistemi planetari – di cui almeno uno è simile alla Terra e che orbita nella zona abitabile attorno alla sua stella ospite. Questo è il tipo di mondo che potrebbe essere sede di una civiltà capace di costruire trasmettitori radio.

L’ATA era stato messo in stand-by lo scorso aprile col ritiro della ex partner del SETI Institute, lUniversità della California Berkeley,  per problemi di bilancio.

Berkeley è proprietaria del Hat Creek, nel nord della California in cui si trova l’ATA. Con i nuovi fondi recentemente acquisiti attraverso una massiccia campagna promozionale via Web e non solo, l’ATA ha potuto riprendere le osservazioni SETI là dove si era interrotta: esaminando le migliaia di nuovi candidati pianeti trovati da Kepler.

Massima priorità sarà data alla manciata di mondi scoperti finora che si trovano nella zona abitabile la loro stella, ovvero quella fascia orbitale dove le temperature sulla superficie di un pianeta consentono all’acqua di esistere allo stato liquido.

Ma Jill Tarter tiene a precisare che la Goldilocks non deve essere considerata invalicabile:

In SETI, come per tutte le ricerche, nozioni preconcette come le zone abitabili potrebbero essere degli ostacoli alla scoperta”, aggiunge Tarter “Così, quando avremo sufficienti  finanziamenti futuri dai nostri donatori, è nostra intenzione esaminare tutti i sistemi planetari trovati da Kepler“.

Le osservazioni dei prossimi due anni consentiranno l’esplorazione sistematica dei pianeti scoperti di Kepler nella finestra delle microonde da 1-10 GHz. L’ATA è l’unico radiotelescopio che può fornire l’accesso immediato a decine di milioni di canali in qualsiasi momento e ovunque in questa fascia di ben 9 miliardi di canali (ogni canale è largo appena un  1 Hz!).

Fino a poco tempo fa molte ricerche SETI erano focalizzate su limitate gamme di frequenza, tra cui un piccolo numero di osservazioni attorno alle frequenze  di transizione dello ione 3He+  a 8,67 Ghz, proposte nel 1993 dal team di Bob Rood (University of Virginia) e Tom Bania (Boston University) 4.

La ricerca iniziale dell’ATA sugli obbiettivi individuati da Kepler si concentrerà intorno alla banda 8,67 GHz, prima di passare ad esaminare gli altri miliardi di canali disponibili per l’osservazione.

Il successo della missione Kepler ha creato una straordinaria opportunità per concentrare la ricerca SETI. Mentre la scoperta dei nuovi esopianeti attraverso Kepler è sostenuta con i soldi del governo americano, la ricerca di intelligenze extraterrestri  in questi mondi può  essere svolta a casa da ciascuno di noi. E la nostra esplorazione SETI dipende interamente da donazioni private, per la quale siamo profondamente grati ai nostri donatori “, osserva Tarter.

Credo che adesso che l’Allen Telescope Array è tornato a lavorare come era stato promesso, altre donazioni non tarderanno ad arrivare, io l’ho fatto presso il sito SetiStars.

Note:

Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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