Non tutto è fumo di quel che brucia (Temporal Distortion)

Credit: Video by Randy Halverson, music by Bear McCreary

 

Questo timelapse magistralmente eseguito – accompagnato dalla colonna sonora originale di Bear McCreary, l’autore di colonne sonore come Battlestar Galactica, Caprica, Terminator: The Sarah Connor Chronicles – merita un articolo.
Oltre alla magnificenza del cielo settentrionale notturno dominato dalla Via Lattea, si possono scorgere altri particolari degni di nota come la scia persistente lasciata da un meteorite al minuto 00:53 e la potente eruzione di un’aurora boreale. Molte sono le curiosità visibili nel filmato, passaggi di satelliti, meteore, aurore elettriche e pure un cervo.

Voglio solo soffermarmi sulla scia persistente (nella realtà dura quasi mezz’ora!) lasciata dal bolide visibile alla fine del primo minuto: quando una meteora impatta con la nostra atmosfera, lo fa con una velocità altissima, 10 – 15 chilometri al secondo. Quest’urto comprime e riscalda l’aria fino a ionizzarla, cioè spoglia gli atomi che la compongono dei loro elettroni esterni.  Questo fronte d’onda precede la meteora, la scalda e spesso la distrugge.
Tutto questo avviene nella mesosfera, tra i 60 e i 100 chilometri di quota, dove la densità dell’aria incomincia a farsi importante  e di cui ancora purtroppo sappiamo ben poco sulla dinamica dei venti.
La scia persistente non è quindi il fumo del meteorite che brucia, ma l’aria ionizzata dall’impatto che lentamente si ricombina ed emette luce, esattamente come accade nelle lampadine a fluorescenza.
Una meteora piccola creerà un fronte d’onda ionizzato piccolo mentre una meteora più grande, tipo una palla da calcio, ne farà uno molto più grande, da essere visibile anche di giorno.
A seconda dei venti mesosferici l’aria ionizzata verrà arricciata e soffiata via prima che si ricombini ed emetta luce, per cui ecco spiegata la sua persistenza e le curiose forme che assume nel cielo.
In questo timelapse si vede benissimo il curioso fenomeno.

Buona visione.

Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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