Geoingegneria del clima per combattere il Riscaldamento Globale

Quando la gente sente parlare di geoingegneria del clima pensa subito a oscuri disegni in atto per stravolgere l’attuale equilibrio umano. In realtà ogni volta nella storia del genere umano che si è alterato il corso di un fiume, scavato un pozzo artesiano per irrigare o una diga per produrre energia, si è fatta della geoingegneria, e questa sempre ha avuto conseguenze sul clima della regione interessata  1. La deforestazione selvaggia in Amazzonia, le deviazioni artificiali dei fiumi e la creazione di nuovi canali, anche l’edificazione delle città sono tutte opere dell’uomo che durano nel tempo, ossia sono strutturali e come tali hanno tutte conseguenze sul clima. Se non riusciamo a comprendere questo, diventa inutile proseguire la lettura di questa seconda parte.

Contrasto al Riscaldamento Globale

Da quando è apparsa la specie umana, questa ha imparato molto presto a modificare l’ambiente che lo circonda: costruire strutture abitabili al posto di caverne e anfratti ne è un banale esempio. E poi strade, ponti, campi coltivati; tutto ciò che gli è potuto servire per conquistare il pianeta, l’uomo l’ha fatto. E tutto questo ha sempre avuto un impatto sull’ambiente e anche sul clima. Anche l’attuale Riscaldamento Globale è dovuto quasi esclusivamente all’opera dell’uomo.
Prendemmo piena coscienza che le azioni umane agiscono sull’atmosfera ben più di quanto avremmo voluto credere intorno al 1985, quando scoprimmo che i clorofluorocarburi interagiscono negativamente sullo strato di ozono che normalmente ci protegge dalle radiazioni ultraviolette del Sole. Quella classe di molecole era presente un po’ ovunque nella tecnologia umana: dai frigoriferi alle lacche per capelli,  giusto per rimanere negli esempi più banali. In soli due anni, 1987, la produzione e l’uso di massa dei CFC venne proibito a livello internazionale e solo oggi, a distanza di 30 anni, possiamo vedere  che quello sforzo ha probabilmente avuto successo. L’abbandono di quella classe di molecole comportò costi e sforzi mostruosi nella riconversione a tecnologie più rispettose dell’ambiente, eppure in fondo si trattava di ben misera cosa in confronto all’attuale impegno tecnologico sui combustibili fossili responsabili del Riscaldamento Globale.
È impensabile pensare a una riconversione totale verso forme di energia più pulite dall’oggi al domani. Inoltre il ciclo naturale di sottrazione dell’anidride carbonica dall’aria per tornare, non dico ai livelli preindustriali ma almeno ai livelli degli anni 50 del XX secolo, richiederà almeno un secolo o due anche se domani mattina cessassero tutte le emissioni di CO2 di origine antropica. 
Studi sui sistemi di cattura dell’anidride carbonica (carbon capture and storage o carbon capture and sequestrationcarbon control and sequestration, CCS) [1] che potrebbero aiutarci nel contrastare il Riscaldamento Globale sono in corso da anni: si va dal rendere fertili, e quindi forestabili, alcune aree oggi desertiche, alla concimazione di alghe negli oceani con concimi chimici e particelle di ferro a tecnologie di sequestro della CO2 dalle attuali centrali elettriche a combustibile 2.

Il Riscaldamento Globale sta distruggendo la biodiversità del pianeta: un delicatissimo equilibrio su cui in cima è l’uomo. Per questo penso che se grazie agli studi dei climatologi sperimentali trovassimo un  modo pulito per attenuare il perverso innalzamento della temperatura media del pianeta avremmo l’obbligo di usarlo insieme al progressivo e inevitabile distacco dall’uso delle fonti fossili di energia.
È un processo che richiede tempi superiori alla vita media di un singolo individuo. Anche se idealmente incominciassimo domani, i frutti del nostro sforzo li vedranno nel migliore dei casi i nostri nipoti o i loro figli; non noi o i nostri figli, ma i nostri discendenti. Ma ogni sforzo che potremmo compiere per salvaguardare il pianeta è nostro dovere farlo, compresa l’ingegneria climatica se questa dovesse servire.

Lo stato attuale

Un tecnico del Dipartimento dei Lavori Pubblici della Contea di Los Angeles esamina un generatore di semina delle nuvole telecomandato presso l’impianto di Kinneloa a Pasadena. Se tutto procede come previsto, i serbatoi dietro il Big Tujunga, Morris e molte altre dighe, oltre a impianti di ricarica delle acque sotterranee, potrebbero catturare una media di ulteriori 60 milioni di ettolitri di acqua piovana all’anno, sufficienti per gli standard americani per 36000 persone. Ci sono 10 sedi nelle montagne di San Gabriel tra Arcadia e Pacoima, sei a comando manuale e 4 a distanza. Credit: Howard Lipin

Alla luce di quanto affermato nel precedente articolo di questa serie, si potrebbe supporre che ci sia del vero dietro all’idea che già sia in atto un piano occulto per rielaborare scientemente il clima del pianeta. Allora in questo caso verrebbe da chiedersi se davvero le teorie del complotto delle scie chimiche siano vere. No, non esiste e non è in atto alcun piano segreto o palese che attualmente preveda il controllo del clima a livello globale.
È vero che esperimenti e tecniche di manipolazione del tempo meteorologico — che non significa manipolare il clima — esistono ormai da decenni: si chiamano inseminazione delle nuvole. In pratica si usano particelle di varia natura per nucleare l’umidità naturale di una certa area e far piovere 3. Non tutti gli scienziati  del clima sono concordi sulla sua efficacia [2] [3] ma tale tecnologia è comunque di uso abbastanza comune in molti paesi del mondo. Ad esempio in Germania la usano per prevenire le tempeste di grandine [4], nel Sud-Est Asiatico per combattere l’inquinamento atmosferico, in Cina fu usata per la cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici di Pechino del 2008 [5]. Probabilmente i sovietici usarono le tecniche della pioggia artificiale per impedire che la nube radioattiva di Chernobyl (1986) arrivasse su Mosca [6]. In California viene usata per combatttere la siccità cronica della regione [7]
Un impiego bellico di tale tecnologia si ebbe tra il 1967 e il 1972 [8] durante la Guerra del Vietnam, come riportano anche alcuni documenti del Pentagono [9] (Operazione POP EYE).

Verso la fine della I Guerra del Golfo gli irakeni incendiarono pzzi, campi e laghi petroliferi giusto per rallentare la Coalizione guidatra dagli Stati Uniti.
Si stima che dal gennaio 1991 e novembre di quell’anno fossero stati bruciati circa un miliardo di barili di petroli. Esso però equivale ad appena a una decina di giorni del consumo mondiale odierno (circa 100 milioni di barili al giorno).

Però il 18 maggio del 1977 all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite fu stipulata una convenzione che proibisce l’uso militare di qualsiasi tecnologia per il controllo e la modifica del clima [10]. Questa fece seguito alla decisione unilaterale USA del luglio 1972 di rinunciare all’uso di tecniche di modifica del clima a fini ostili e che premette per la stipula di un accordo internazionale che coinvolgesse anche l’Unione Sovietica.
Perfino sistemi a bassa tecnologia come il fuoco e gli erbicidi, ampiamente usati da Saddam Hussein nella Prima guerra del Golfo contro il Kuwait — incendiò i pozzi petroliferi per impedirne l’uso alla Coalizione e distrusse le coltivazioni agricole kuwaitiane — potrebbero costituire violazioni della convenzione sul controllo e modifica del clima [11],  secondo la lettura che fecero Olanda e Finlandia del trattato.

Quindi supporre una qualsiasi ipotesi di complotto globale come vuole la vulgata complottista, è fuori di discussione. Non starò qui a perdere tempo per descrivere simili corbellerie, altri siti e giornali l’hanno fatto prima di me. Io ho solo cercato di esporre lo stato dell’arte su alcune ricerche serie sull’ingegneria climatica e illustrato la loro possibile utilità nel combattere un altro flagello creato dall’uomo come effetto collaterale della sua tecnologia Ed è quello che mi interessava fare.

Note:

  1. Attualmente vivo ai confini di quello che fino al 1300 era un deserto, sì un deserto, a sud della città di Siena: il Deserto di Accona, che è anche raffigurato nel capolavoro di Ambrogio Lorenzetti “Gli effetti del Buon Governo in campagna” affresco del 1338 conservato nel Palazzo Pubblico di Siena (Sala del Consiglio dei Nove).   Oggi per la maggior parte è terreno agricolo coltivato ma prima qui c’era soltanto argilla franosa. Tutti avrete visto le tipiche cartoline raffiguranti le Crete Senesi coi loro tipici cipressi che bordano le strade e i sentieri. Quei bellissimi cipressi non sono lì per gusto puramente estetico, anche se fanno la loro figura, ma per le loro profonde e tenaci radici che impediscono a quelle strade di sgretolarsi per il maltempo. Se avete avuto occasione di visitare le Crete, avrete senz’altro notato una miriade di laghetti artificiali insinuati nelle gole tra le colline. Questi servono per irrigare i campi durante la stagione secca e come punto di raccolta dell’acqua piovana in eccesso. E tutto questo in centinaia di anni ha modificato il clima di questa regione che ora non è più brullo come lo era ottocento anni fa.
  2. Moltissime persone dotate di scarso acume sono scettiche sull’utilità dello sviluppo e uso di mezzi di trasporto esclusivamente elettrici come ad esempio le automobili, oggi responsabili quasi del tutto dell’inquinamento delle città. Ma un conto è abbattere con dubbio successo le emissioni inquinanti di centinaia di milioni di autovetture e un conto è abbattere drasticamente le emissioni di migliaia di centrali a combustibile fossile.
  3. Le tecniche di inseminazione delle nuvole si basano sul fatto che la pressione di equilibrio del vapore del ghiaccio è inferiore rispetto a quello dell’acqua. La formazione di particelle di ghiaccio all’interno di nubi super raffreddate permette a queste di crescere a spese delle altre goccioline liquide. Se si verifica una crescita sufficiente, le particelle diventano abbastanza pesanti da cadere come precipitazione da nubi che altrimenti non potrebbero produrre precipitazioni. Questo processo è noto come semina “statica”. Le sostanze più comuni utilizzate per la semina delle nuvole includono ioduro d’argento, ioduro di potassio e ghiaccio secco (anidride carbonica congelata). Dopo alcuni convincenti test, sta diventando piuttosto popolare anche il più economico sale da cucina, per le sue notevoli doti igroscopiche. Lo ioduro d’argento ha invece una struttura cristallina molto simile a quella del ghiaccio, inducendo quindi una nucleazione per congelamento.
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Riferimenti:

  1. . John R Fanchi, Christopher J Fanchi, "Energy in the 21st Century: Fourth Edition", Google ebook, 2016. https://books.google.it/books?id=tIZIDQAAQBAJ&pg=PA350&lpg=PA350&dq=%22carbon+control+and+sequestration%22+vs+carbon+capture+and+storage&source=bl&ots=sBgDnLqhdr&sig=w1PYj1bA5tOQPONOldFvYcFBYqk&hl=en&sa=X&redir_esc=y#v=onepage&q=%22carbon%20control%20and%20sequestration%22%20vs%20carbon%20capture%20and%20storage&f=false
  2. . Andrew Moseman , "Does cloud seeding work?", Scientific American, 2009. https://www.scientificamerican.com/article/cloud-seeding-china-snow/
  3. . American Friends of Tel Aviv University, "'Cloud seeding' not effective at producing rain as once thought, new research shows", ScienceDaily, 2010. https://www.sciencedaily.com/releases/2010/11/101101125949.htm
  4. . , " Willkommen bei der Hagelabwehr", Hagelabwehr Rosenheimhttp://www.hagelabwehr-rosenheim.de/
  5. . , "The rocket that stops the rain", BBC, 2008. http://news.bbc.co.uk/today/hi/today/newsid_7555000/7555737.stm
  6. . Richard Gray, "How we made the Chernobyl rain", The Telegraph, 2007. http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/1549366/How-we-made-the-Chernobyl-rain.html
  7. . William Pentland, "As Water Supply Reaches Record Low, California Combats Drought With Black-Ops Weather Control Technology From Vietnam War", Forbes, 2014. https://www.forbes.com/sites/williampentland/2014/02/04/as-water-supply-reaches-record-low-california-combats-drought-with-black-ops-weather-control-technology-from-vietnam-war/#468ebd342408
  8. .H. SEYMOUR M, "Rainmaking Is Used As Weapon by U.S.", The New York Times , 1972. http://www.nytimes.com/1972/07/03/archives/rainmaking-is-used-as-weapon-by-us-cloudseeding-in-indochina-is.html
  9. .3. Section 3, pp, "", The Pentagon Papers Gravel Edition , 1971. https://www.mtholyoke.edu/acad/intrel/pentagon4/pent8.htm
  10. . , "Convention on the Prohibition of Military or Any Other Hostile Use of Environmental Modification Techniques", UN Documents Gathering a body of global agreements, 1977. http://www.un-documents.net/enmod.htm
  11. . , "II Review Conference", ENMOD Review Conference, 1992. www.bits.de/ac-archive/4ko/on/enmod/revcon2.html

Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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