Un flare solare mai visto prima

 

di Sabrina Masiero

 

 

Il flare solare osservato il 7 giugno 2011. Cortesia Solar Dynamics Observatory/NASA.

Qualche giorno fa, il 7 giugno 2011, un’email del Dr. Jack Ireland del Solar Dynamics Observatory /NASA molto mattutina e di una sola riga annunciava un evento davvero unico nella storia della fisica solare: ”Never seen anything like this before — spectacular” era il titolo di questa mail.
Non stava affatto scherzando.

Un magnifico flare alle 06:41 del Tempo Universale, il campo magnetico solare sopra il complesso di macchie solari 1226-1227 è diventato instabile e ha iniziato ad eruttare. L’esplosione che ne è risultataha prodotto un flare solare di classe M2 e una tempesta solare di classe S1, e un video davvero incredibile ottenuto dal Solar Dynamics Observatory (SDO) a varie lunghezze d’onda.

Ma in questo evento spettacolare c’è di tutto: un flare solare, un’onda coronale, un eruzione a filamento, un’espulsione di massa coronale (CME) e una pioggia coronale solo per dare alcuni nomi.
Qui sotto alcuni video ripresi a varie lunghezze d’onda.

304 Angstrom Video
171 Angstrom Video
211 Angstrom Video

 

Immagine ottenuta dal satellite HINODE XRT – 7 giugno 2011 ore 10:39 UT. Fonte: http://www.lmsal.com

Questo insolito flare causerà in queste ore una serie di interferenze e interruzioni con i satelliti di comunicazione, con i sistemi che forniscono la posizione sulla Terra (global positioning systems) e con altri dispositivi. Tuttavia questo non produrrà gravi danni. I voli dagli Stati Uniti verso l’Asia che attraversano una regione polare, verranno sicuramente modificati, per motivi di sicurezza e per poter mantenere le comunicazione con la torre di controllo.

Sicuramente anche le aurore boreali (Northen Lights) e le aurore australi (Southern Lights) saranno sicuramente ben visibili a partire da questa sera.

L’eruzione sul Sole è stata piuttosto drammatica” ha affermato Bill Murtagh, Program Coordinator presso lo Space Weather Prediction Center del National Weather Service (NWS) americano. “Abbiamo osservato il flare iniziale che non era poi così grande quanto, invece, lo è stata l’eruzione associata ad esso che ha liberato una radiazione di particelle energetiche associata ad un coronal mass injection“.

Gli scienziati che lavorano presso lo Space Weather Prediction Center in queste ore stanno monitorando e determinando la direzione del getto, perchè la maggior parte del materiale eiettato non è altro che gas associato ad un campo magnetico. Una parte di questo materiale probabilmente raggiungerà la Terra  dando vita ad una tempesta geomagnetica.

Non ci sia aspetta che sia tra le più drammatiche registrate finora, probabilmente la tempesta sarà di livello moderato: secondo i calcoli dello Space Weather Prediction Center l’evento dovrebbe produrre una tempesta geomagnetica con un’attività tra G1 (minimo) e G2 (moderato). I calcoli hanno previsto che l’evento possa aver avuto iniziato già a partire dalle 18 GMT di ieri sera.

 

 

Per ulteriori informazioni:

Geeked on Goddard – http://geeked.gsfc.nasa.gov/?p=6438

The Sun Today – http://www.thesuntoday.org/current-observations/a-spectacular-event-a-filamentprominence-eruption-to-blow-your-socks-off/
Helioviewer.org: http://www.helioviewer.org/

SpaceWeather.com: http://spaceweather.com/

Altre informazioni su:  Solar Soft: http://www.lmsal.com/solarsoft/last_events/

Space Daily: http://www.spacedaily.com/reports/Dramatic_solar_flare_could_disrupt_Earth_communications_999.html

Sabrina

 


 

 

Pubblicato originariamente su: http://tuttidentro.wordpress.com/2011/06/09/un-flare-solare-mai-visto-prima/

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Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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