L’Italia sfiduciata

L’altro ieri non ha avuto la fiducia il governo, è stata sfiduciata l’Italia.
Non voglio riassumere i fatti ormai ben noti del 14 dicembre, di quelli accaduti in Parlamento o fuori, nella città di Roma; quelli sono, checché ne dicano i coalizzati che hanno chiesto la sfiducia al governo. A questo punto  non basta che facciano autocritica, seppur doverosa; hanno perso: nei programmi, nei modi, nei tempi e anche la – poca- fiducia dei cittadini che ancora possedevano.
L’appello di Gianfranco Fini e del suo FlI  era basato sul modello di una destra laica e moderna.
Questo modello ha un grande nemico rappresentato da uno Stato estero: Città del Vaticano; il quale fregandosene allegramente della sovranità italiana ingerisce sulla politica interna indicando nel Popolo delle Libertà il suo interlocutore privilegiato. A poco importa se il leader di questo partito abbia una dubbia moralità, per quello esistono le assoluzioni e le contestualizzazioni ad personam emesse dai vescovi. Al Vaticano interessa solo l’imponente quantità di denaro che il leader del PdL qli può assicurare, grazie al farragginoso e iniquo sistema dell’otto per mille, la preferenza dei fondi per l’istruzione alle scuole parificate private (quasi tutte cattoliche) e il conseguente smantellamento del più importante concorrente a questo progetto, l’istruzione pubblica.
L’altra principale componente è l’IdV di Antonio Di Pietro.
Infatti il suo programma è basato tutto sulla contrapposizione a parole del leader del PdL Silvio Berlusconi, salvo votare la cretinata del federalismo demaniale [1] [2] o dei sindaci-sceriffi fortemente voluti dall’altro partito xenofobo che è nella coalizione di governo, ossia la Lega Nord. Nei fatti ha portato in Parlamento persone che nel passato forse non sono proprio così immacolate come vogliono far  credere, in realtà alcuni transfughi dell’una o l’altra parte politica sono transitati per quel partito, per rifarsi una verginità, prima che l’eterno piacione Rutelli decidesse di formare un nuovo ennesimo cespuglietto chiamato API (!), pronti a vendersi al miglior offerente (e chi altri può essere se non l’uomo più ricco d’Italia) in cambio del quarto d’ora di notorietà che il salto della quaglia offre.
E poi c’è il Partito Democratico, erede dell’estinto DS, a sua volta ex PdS che prima fu il  PCI,  scomparso con la morte del suo ultimo leader degno di questo nome: Enrico Berlinguer.
Un partito che cambia nome ogni cinque anni per non cambiare i suoi leader (lì si che c’è pluralismo democratico, sono più  di uno!) da venti anni, che sono più occupati a farsi la guerra fra di loro che a pensare di fare qualcosa per il bene del paese; ogni tanto giusto una buona azione, come il discorso del suo segretario Bersani a Montecitorio martedì mattina e nient’altro.

Mai da questi partiti ho visto prendere posizione seria e netta in  Parlamento e fuori per le disastrose condizioni della finanza pubblica, per i terribili risultati economici, per i lavoratori precari e quelli che ormai sono esclusi dal mondo del lavoro, per la scuola pubblica ormai ridotta a chieder l’elemosina alle famiglie degli studenti anche  per la carta igienica [3] !
Intanto fuori, come vuole la leggenda di Nerone [4], Roma bruciava. Manifestazioni di studenti e lavoratori e precari e delusi dall’agire politico di tutti i partiti politici in questi anni di Seconda Repubblica si sono scontrate con le forze di Polizia mentre manifestavano il loro -legittimo- dissenso per questa politica distante dalle loro necessità. Non lo so se gli scontri sono stati creati ad arte o se poche centinaia di stupidi hanno fatto casino per loro diletto, ma in  fondo il risultato è stato lo stesso: delegittimare chi manifestava e di conseguenza le loro proteste agli occhi del resto del Paese che se ne sta rincoglionito davanti al televisore, ormai spettatore passivo della sua disfatta come Cittadino.

[1] In pratica adesso i Comuni hanno la piena titolarità di quei beni immobili e parti di territorio che prima erano del demanio, cioè di tutti. Adesso i Comuni che non possono permettersi queste strutture ex demanio potranno venderle ai privati.
[2] Facciamo una colletta e ci acquistiamo un paradiso ex demaniale per noi? 😛
[3] L’IdV l’ha fatto, ma a mio opinabile avviso è stato più per convenienza politica che per convinzione.
[4] La leggenda vuole che l’Imperatore Nerone fosse responsabile del Grande Incendio di Roma del 64, in realtà non fu così.
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Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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