Vita, Intelligenza e Civiltà

La vita è un concetto talmente grande e a volte arbitrario che a fatica se ne possono definire i contorni, figuriamoci tentare di definire cose è intelligente o non lo è.

 

Cristalli di selenite delle grotte di Naica, Messico

In ogni dibattito scientifico si parte sempre da espressioni comunemente condivise, un linguaggio base comune. Quindi prima di usare certi termini come Vita, Intelligenza e Civiltà occorre partire da espressioni comuni e condivise su cosa significhino questi  termini, altrimenti tutto il resto è inutile.

La Vita

Da sempre filosofi e scienziati hanno dibattuto  su ciò che è vita e ciò che non lo è, quali sono le sue origini e quale possa essere il suo fine ultimo. Una discussione che forse non può avere scritta la parola fine, perché questo è uno dei pochi dibattiti fondamentali della razza umana, ovvero chi siamo e perché, da dove arriviamo e perché, dove andremo e perché:
c’è sempre un perché in ogni domanda, questa è una delle poche cose di cui possiamo esser certi.

Potremmo definire la vita come qualcosa che nasce, che si nutre, che si riproduce e che muore modificando l’ambiente che lo circonda, ma anche il fuoco nasce, cresce si nutre a scapito dell’ambiente, si può riprodurre e poi muore. Anche i cristalli nascono, crescono nutrendosi degli elementi chimici catturati nell’ambiente circostante  creando una struttura altamente organizzata e si riproducono. Eppure non si possono definire il fuoco o i cristalli vivi.
Dal punto di vista prettamente scientifico per Vita si intende un sistema che è essenzialmente in squilibrio termodinamico perenne – o stazionario – con l’ambiente e che sottrae energia per il mantenimento di questo squilibrio da ess0 1 2

La vita come la conosciamo qui sulla Terra lascia traccia della sua esistenza attraverso modifiche essenzialmente chimiche sull’ambiente, come ad esempio la liberazione dell’ossigeno molecolare nell’atmosfera ad opera delle piante o come depositi di calcare prodotti da miliardi di microorganismi morti nelle argille, ma non per questo la rivelazione di  alcuni di questi indicatori  indiretti esclude diversi processi chimici che possano ottenere gli stessi risultati. Questo si chiama principio di precauzione, ed è fondamentale per ogni seria e rigorosa analisi scientifica.

Alcuni corvi hanno sviluppato un comportamento intelligente

Per questo non è affatto facile distinguere un processo vitale da uno che non lo è,  scoprire la Vita tramite soltanto indicatori indiretti è molto difficile.

L’Intelligenza

Dopo tutte queste difficoltà per stabilire ciò che è vivo,  definire anche cosa possa essere considerato intelligente, non è affatto semplice.
Sulla Terra esistono innumerevoli forme di vita, dal protozoo all’uomo, dall’alga azzurra alla sequoia, tutte con diversi gradi di organizzazione sociale e ambientale.
Le alghe o i coralli ad esempio vivono in colonie dettate dall’ambiente, cioè dalla temperatura, dalla disponibilità di luce e nutrienti immediatamente disponibili; quando uno di questi fattori cambia o cessa queste colonie ambientali hanno tre scelte, le quali nessuna esclude l’altra: adattarsi alle mutate condizioni ambientali, migrare verso condizioni ambientali più favorevoli , o morire.
La sardina vive in banchi. Questi banchi si muovono in maniera ordinata e disciplinata alla ricerca di un ambiente ricco delle risorse necessarie al loro sostentamento, se attaccati da altri predatori, le sardine nei banchi si muovono all’unisono per difendersi, i banchi sembrano intelligenti,  ma non per questo si può definire la sardina un forma di vita particolarmente  intelligente.

 

Specie rapporto m.cerebr./peso
piccoli uccelli 1/12
uomo 1/40
topo 1/40
gatto 1/100
cane 1/125
rana 1/172
leone 1/550
elefante 1/560
cavallo 1/600
squalo 1/2496
ippopotamo 1/2789

Lo stesso dicasi ad esempio di formiche o delle api: creature animali che vivono in colonie capaci di manipolare direttamente l’ambiente, dotate di una struttura sociale complessa con mansioni e funzioni specializzate codificate dalla selezione naturale a livello genetico, che non sono frutto di una scelta individuale ma della sottospecie di appartenenza.
Negli animali superiori  ci si può riferire alla complessità dell’intelligenza osservando  la quantità di materia cerebrale in rapporto al peso corporeo, ma anche qui non si fanno enormi passi avanti, come si può vedere anche dalla tabella: dubito che un tordo o un piccione sia più intelligente di uno dei miei gatti, o che ognuno di voi lo sia quanto un comune topo. Almeno  questo criterio nudo e crudo per stabilire chi, cosa e quanto possa essere intelligente proprio non funziona.

Specie EQ
Uomo 7.44
Delfino 5.31
Scimpanzé 2.49
Elefante 1.87
Balena 1.76
Cane 1.17
Gatto 1.00
Cavallo 0.86
Pecora 0.81
Topo 0.50
Coniglio 0.40

Con le dovute correzioni, con i dovuti coefficienti l’equazione Massa Cerebrale/Peso Corporeo 3  migliora, ma a me sembra sembra sempre più un artificio matematico che un serio metodo scientifico di indagine.

Anche qui stabilire quale forma di vita sia intelligente o meno non è affatto facile.

 

 

La Civiltà

 

Uno dei simboli della nostra civiltà: il microchip

Volendo proseguire su questa strada si può affrontare il tema Civiltà:  cos’è che distingue una civiltà da un’altra?
Abbiamo avuto gli Assiri, gli Egiziani e i Cinesi che svilupparono diverse forme di scrittura più di 5000 anni fa, mentre pitture rupestri 4  già da dal 12000-10000 a.C. testimoniano probabilmente la volontà di trasmettere tracce storiche di eventi alle generazioni successive.
Ma ci sono civiltà che non hanno eretto templi maestosi e non hanno una storia scritta che nonostante tutto sono sopravvissute fino ai nostri tempi, popoli che non hanno conosciuto la scrittura o la nostra tecnologia fino a quando non li abbiamo incontrati, come diverse tribù di indios sudamericani o gli aborigeni australiani o popoli cosiddetti primitivi dell’Africa.
Non mi sento di definirli primitivi, perché il loro sviluppo intellettivo è come il nostro, solo che le loro civiltà hanno compiuto scelte radicalmente opposte rispetto alle nostre: prendono solo quello che trovano in natura, non sconvolgono i mari con la pesca intensiva, non distruggono l’ambiente che li circonda per poche risorse in più.
Il loro è un modello di società statica, ma non per questo meno funzionale del nostro, altrimenti si sarebbero già estinti.
Il nostro invece è un modello dinamico, in continua evoluzione, anche se questo ci ha condotti pericolosamente vicino all’autodistruzione più di una volta e , per ora, l’abbiamo sempre scampata per un pelo. L’esaurimento delle risorse del pianeta ci presenta infatti il conto delle nostre scelte col Global Warming (Riscaldamento Globale), mentre magari un modello di società in equilibrio con le risorse naturali del pianeta non sarebbe mai arrivato a questo punto. Però quest’ultimo modello non avrebbe sviluppato una tecnologia avanzata come quella elettronica, non avrebbe iniziato a sviluppare il volo spaziale e quello che abitualmente noi diamo per scontato e per molti vitale.

Quindi Civiltà, Intelligenza e Vita potremmo anche non riconoscerle per quello che sono casomai un giorno avessimo l’occasione di  incontrarne di diverse da quelle che noi conosciamo. E non dovremmo neppure avere la presunzione che queste siano necessariamente simili alla nostra.

 

http://ilpoliedrico.com/2011/06/punti-di-vista.html

Note:

  1. Importanti studi per la definizione scientifica di Vita furono svolti dal fisico Erwin Schrödinger, uno dei padri della meccanica quantistica e autore dell’esperimento ideale del Gatto di Schrödinger, racchiusi nel suo libro What is Life? del 1944
  2. La vita si può quindi descrivere come qualcosa che che in definitiva si nutre di entropia negativa a scapito dell’ambiente.
  3. Questa disciplina, chiamata Frenologia, ebbe una grande diffusione nel 19° secolo, e contribuì alla nascita del pensiero pseudoscientifico della diversità delle razze umane che portò poi agli orrori del nazismo e del fascismo nel XX secolo culminati  nel Manifesto della Razza
  4. Come quelle di Altamira in Spagna.

Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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