Buon anniversario SDO

Solar Dynamics Observatory 
This video is public domain and can be downloaded at: http://svs.gsfc.nasa.gov/goto?11742
 

Pages_from_417176main_SDO_Guide_CMRSono passati cinque anni e l’osservatorio orbitale Solar Dynamics Observatory (SDO) non ha mai smesso un momento di stupirci con le sue immagini della cromosfera e della superficie del Sole. Da alcuni considerato il successore dell’ancora funzionante Solar and Heliospheric Observatory (SOHO), in realtà sono due osservatori che si completano fornendo un quadro senza precedenti del Sole e della sua attività. Per questo basta vedere gli strumenti di bordo dei due osservatori spaziali disponibili sui due siti ufficiali per rendersene conto.
Con le sue riprese nell’ultravioletto estremo accoppiate con i dati dell’attività magnetica solare SDO ha aiutato gli astrofisici a comprendere meglio i meccanismi che sono alla base di molti fenomeni solari come ad esempio le espulsioni di massa coronale (CME),  i buchi coronali, l’evoluzione dell’attività del Sole tra i periodi di minimo e massimo del suo ciclo undecennale.
Agli occhi di un profano potrebbe sembrare assurdo spendere soldi per uno studio così approfondito e continuo del Sole; dopotutto è lì da diversi miliardi di anni e continuerà ad esserci ancora per qualche altro miliardo, quando dell’umanità non esisterà più neanche il ricordo. Invece, osservare una CME per tempo e arrivare a comprenderne i meccanismi di innesco è di enorme importanza per la nostra civiltà. Una CME che investe il nostro pianeta può mettere fuori uso i satelliti di comunicazione e di navigazione, disturbare gli strumenti degli aerei di linea fino a provocare blackout elettrici su aree più o meno vaste della Terra.
È giusto quindi studiare e tenere sott’occhio i capricci della nostra stella da cui, ricordiamoci sempre, dipende la nostra esistenza.

Rate this post

Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

Commenti chiusi