Study suggests that dinosaurs were warm-blooded

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Una errata interpretazione delle diverse scale temporali comporta una sottovalutazione dei tassi di crescita degli animali estinti, come i dinosauri.

La convinzione che i dinosauri fossero a sangue freddo (eterodermi) come i coccodrilli è ancora comune, nonostante che molti studi in passato abbiano indicato che il loro meccanismo biologico di termoregolazione fosse una sorta di via di mezzo tra il nostro (omeotermia) e quello dei rettili, detto mesotermia.
Nuovi studi sulla velocità di crescita dei dinosauri 1 suggeriscono che essi erano molto più simili agli animali a sangue caldo moderni di quanto si fosse finora sospettato tanto da poter sostenere che la dicotomia fra animali  a sangue freddo – a sangue caldo non è poi così scientificamente corretta, ma che i dinosauri si possono considerare come l’anello di congiunzione tra i il mondo dei rettili (ex. i coccodrilli), gli uccelli 2 e il nostro.

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Note:

 

Note:

  1. Maggiore è la temperatura corporea di un animale e maggiore è la sua velocità di crescita. Gli animali a sangue caldo, come i mammiferi e gli uccelli, dispongono di una maggiore energia che viene spesa in movimenti più veloci e nel cervello che è più sviluppato rispetto agli animali a sangue freddo. Questa maggiore energia richiede però un incremento nella quantità di cibo metabolizzato proprio per mantenere alta la temperatura corporea.
  2. Gli uccelli sono i diretti discendenti dei dinosauri che scamparono alla loro estinzione.

Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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