Cavalcando la luce

 

Riding Light from Alphonse Swinehart on Vimeo

Le scale cosmiche sfuggono all’umana comprensione dove tutto è incredibilmente più grande. La sola età dell’Universo ci rende le dimensioni dell’universo osservabile:  260 mila miliardi di miliardi di chilometri di diametro. Anche la cosa più veloce in natura come la luce impiega 13,8 miliardi di anni per arrivare a noi dal confine ultimo che ci è concesso scorgere.
Il nostro piccolo, accogliente Gruppo Locale di galassie – una settantina in tutto – ha ben 10 milioni di anni luce di diametro, mentre la distanza che ci separa dalla galassia più prossima è di soli 2 milioni e mezzo anni luce, circa 23 miliardi di miliardi di chilometri.
Il diametro della nostra Via Lattea è di appena 100 mila anni luce, la stella a noi più vicina appena – si fa per dire – 4,3 anni luce e l’oggetto più lontano mai lanciato dagli esseri umani è la sonda spaziale Voyager 1 con oltre 19 miliardi e mezzo di chilometri (circa 36 ore e un quarto luce di distanza) sul groppone e viaggia nello spazio dal lontano settembre 1977.

Questi numeri tuttavia non rendono comunque bene l’idea delle dimensioni cosmiche quanto questa animazione di Alphonse Swinehart che ha immaginato una corsa attraverso il Sistema Solare (si è fermato a Giove per restare entro l’ora) a cavallo di un fotone partendo dal Sole. Ogni secondo del film corrispondono al percorso di quasi 300 mila chilometri, più o meno quanti ne percorrerebbe mediamente un’auto in una decina di anni. 

Buona visione!

Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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