La prevista fine del mondo è stata rinviata per la scarsa partecipazione del pubblico

La specie umana computa il tempo come espressione di cicli più o meno lunghi – giorni, mesi, anni – con lo scopo di mettere ordine nelll’intricato concetto astratto dello scorrere lineare del tempo 1. Può sembrare un paradosso ma a pensarci bene è così anche per le più familiari misure dello spazio: centimetri, decimetri, metri etc.

Nonostante questo, sentiamo spesso parlare di imminente fine del mondo, proprio come se il tempo non fosse lineare ma seguisse un suo autonomo andamento ciclico di nascita e di morte.
Alcuni autori catastrofisti molto più simili a ciarlatani che a seri divulgatori sono riusciti anche ad accumulare piccole fortune vendendo libri, amplificando e sfruttando la creduloneria popolare sulla fine del mondo.

In un’epoca come fu il medioevo, dal crollo dell’Impero Romano al Rinascimento, la religione e la superstizione si mescolarono fra loro creando un substrato culturale che ancora oggi ogni tanto riaffiora, cambiando magari qualcosa qua e là, ma rimanendo sostanzialmente lo stesso.
Chi non si ricorda la menagrama frase “Mille e non più mille…” pronunciata per allertare il mondo della sua prossima fine, prevista per l’anno 1000 d.C appunto.
Previsione errata e fine che fu subito rimandata di 260 anni dopo aver fatto di nuovo i biblici conti, ma anche questi si rivelarono sbagliati. Infatti arrivò il primo, il secondo e  il terzo giorno dopo: il mondo e l’umanità erano ancora lì a farsi beffe degli uccellacci del malaugurio e delle loro profezie.

Con i secoli ci provarono in molti a definire una data ultima del mondo. Anche sir Isaac Newton non fu immune alla stravagante moda, tant’è che ci provò pure lui a dare una data ultima al mondo 2, o altri personaggi sicuramente meno illustri di lui.
Nel XX secolo (due volte mille) ci sono state diverse fini del mondo che si è visto come sono andate a finire.
La più celebre fine del mondo fu senza dubbio attribuita – anche stavolta – al passaggio del millennio. Questa fu particolarmente amplificata dai media per colpa del Millennium Bug, un bug nei sistemi informatici che si supponeva avrebbe causato il collasso della nostra civiltà alla fine del 31 dicembre 1999.
Il problema in realtà era già noto dalla metà degli anni ’80 del secolo scorso, per cui tutti i software successivi a quell’epoca erano in qualche modo immuni dal disastro e il temuto collasso non ci fu, anche se in tanti specularono nei mesi precedenti sulla ghiotta occasione, mentre le catene dei supermercati fecero affari d’oro quando furono assalite da folle impaurite nei giorni successivi al Natale 1999.

Ma si sa che la creduloneria popolare non sente ragioni ed ecco che il primo decennio è tutto un fiorire di previsioni catastrofiche sull’imminente fine del mondo.
Improbabili allineamenti planetari, nodi galattici, comete 3, Nibiru (?), i Maya, tutti buoni motivi per ripetere la millenaria litania della fine del mondo.

In un mondo dove la condivisione delle idee e dell’informazione – grazie alle radiocomunicazioni e a Internet – sono globali e istantanee, si fa presto a far milioni di proseliti che credono alla barzelletta della fine del mondo e altrettanto rapidamente si può sbugiardare una presa in giro colossale come questa.
Comunque credere o meno ai ciarlatani dipende sempre dalle singole persone se vogliono farsi plagiare o meno. I mezzi cambiano, ma l’abilità di ragionare sulla veridicità delle cose rimane la stessa di sempre.

Ora mi chiedo, passata l’ubriacatura per la fine del mondo prevista per il 21 dicembre 2012, passato pure il Natale che siamo tutti più buoni e pure il Capodanno 2013 perché magari qualcuno nonostante la crisi economica sarà riuscito a fare il ponte festivo e pure la settimana bianca 4, ma poi non sarà il caso che i cialtroni di cui accennavo all’inizio restituiscano i soldi guadagnati sfruttando la creduloneria popolare, o no?


Note:

  1. Cos’è dunque il tempo, Il Poliedrico.
  2. Quasi sicuramente nel 2060 non sarò li a controllare se Newton avrà avuto torto o ragione.
  3. In particolare a  una di queste, la cometa Elenin,  furono affibbiate le più improbabili nefandezze: dall’essere un’astronave aliena una e trina, all’Armageddon planetaria portatrice dei terribili terremoti in Giappone e in Cile dello scorso anno. Poi, l’agosto scorso,  nei pressi di Venere un sbuffo di massa coronale del Sole la liquefece. Povera cometuzza!
  4. Da parte mia farò la Settimana in Bianco: carne all’olio e riso ai ferri 🙂
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Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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