Storie, religioni e mitologie aliene

Credit: NASA, ESA, the Hubble Heritage (STScI/AURA)-ESA/Hubble Collaboration, and A. Evans (University of Virginia, Charlottesville/NRAO/Stony Brook University)

 

Credit: NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

La collisione tra due galassie è probabilmente l’evento cosmico più grande dell’universo dopo il Big Bang.
Contrariamente a quanto si è portati a credere la possibilità che stelle appartenenti alle due galassie entri in collisione diretta è piuttosto remota, l’effetto dello scontro sarà solo il rimescolamento della materia delle galassie attorno a un nuovo centro di gravità comune.
Il processo dura miliardi di anni, un nucleo galattico può oltrepassare la galassia bersaglio senza subire molti scossoni e rimbalzare giù di nuovo fino alla sua stabilizzazione finale che comporta la nascita di una nuova galassia completamente diversa dalle due precedenti.

Nella foto in alto c’è Arp 148, un magnifico esempio di una collisione avviata, dove ormai della galassia bersaglio probabilmente è rimasto solo l’anello mentre il suo nucleo è stato forse assorbito dall’altra galassia vista di taglio.
L’altra foto riguarda Arp 273, due galassie ancora ben formate dove i bracci della spirale inferiore sono stai stirati all’inverosimile dall’interazione gravitazionale con l’altra galassia, che presenta a sua volta un braccio della spirale molto allargato.
La forma più regolare di Arp 273 rispetto all’aspetto  più caotico di Arp 148  indica che quest’ultimo oggetto è molto più vecchio di Arp 273 e che queste due galassie ancora non sono entrate ancora in contatto, benché gli influssi gravitazionali nel corso di diversi milioni di anni ne hanno profondamente modificato l’aspetto.

Questo è quello che io vedo quardando queste immagini, un matematico forse vi vedrà l’equazione di N-corpi, mentre un chimico sarà interessato dalle curiose interazioni fra elementi chimici con isotopi diversi, etc.

Credit: Debra Meloy Elmegreen (Vassar College) et al.,
& the Hubble Heritage Team (AURA/STScI/NASA)

Ma quale visione avrebbero gli esseri senzienti evolutisi su un banale pianeta che ruota attorno a una banale stella posta ai margini di una delle due galassie interagenti?
Avrebbero innanzitutto una visione magnifica del fenomeno: il cielo solcato perpendicolarmente dalla propria galassia mentre l’altra grande quanto metà del cielo e luminosa quanto la luna piena che quasi la compenetra.
Il cosmico amplesso che crea continuamente filamenti di giovani stelle blu dal rimescolamento delle nubi interstellari,e che forse ha generato anche la loro stella in un passato remoto, li rendono in qualche modo figli del prodigio cosmico.
Tutta la loro cultura, storia e mitologia sarebbe impregnata dal fenomeno celeste, i loro poeti scriverebbero fiumi di inchiostro e le parole dei bardi che narrano di eroi assurti in cielo dopo un’epica morte e preso la forma della galassia in arrivo sarebbero piene le contrade.
Come la nostra galassia prende il nome dal latte sgorgato dai seni di Era mentre allatta Ercole, probabilmente per la mitologia aliena la loro galassia potrebbe essere stata generata dal sangue sgorgato da una mitica creatura del cielo ferita da un  pugnale cosmico.
Anche le religioni potrebbero essere influenzate dai loro eventi cosmici più delle nostre, mentre gli innamorati potrebbero trovare di buon auspicio avviare una relazione al chiar di galassia.
Fino a che i loro scienziati riveleranno la poesia che è nascosta dentro la verità scientifica, e magari inizialmente potranno essere perseguitati per questo, come avvenne da noi con Galileo che confutava il sistema tolemaico.

Tutto questo potrebbe esser vero su un banale pianeta che ruota attorno a una banale stella posta ai margini di una di queste galassie, ma forse non lo sapremo mai.

Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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