UARS: tanto tuonò che piovve

Come dissi anche ieri mattina sulla pagina Facebook di questo Blog 1 non è possibile con certezza stabilire il luogo di caduta di un satellite che si sbriciola nell’atmosfera con quella velocità orbitale.

Infatti, dopo innumerevoli annunci che davano per certo che il satellite stesse per cadere ora  nell’Oceano Indiano, ora in Europa 2 o in Canada, L’UARS ha scelto invece di innabissarsi nell’Oceano Pacifico in un’area vasta 800 chilometri, ma il luogo esatto e l’ora ancora non sono stati resi noti.

Come dire: se L’UARS piove, sceglie di piovere sul bagnato … oceano.

Note:

  1. Ormai è psicosi.
    Stamani in appena un’ora ho dovuto ripetere la solita litania.
    Checché ne dicano i giornali, non è possibile sapere con certezza né il luogo né il momento in cui l’UARS cadrà.
    Giustamente l’ASI e la Protezione civile sono all’erta perché uno dei transiti del satellite senza controllo passerà sopra il Nord Italia nelle prossime ore, ma non per questo è detto che l’UARS cada lì.
    IL satellite infatti impiega a compiere un’orbita (un giro del mondo) in appena 88 minuti. Va da sé che uno scarto di appena uno o due minuti nel rientro vuol dire che l’UARS precipiti in Marocco, in Austria o in Russia.
    Pubblicato su Facebook alle 09:41  UTC+2 23/09/2011
  2. I quotidiani nazionali italiani hanno fatto a gara a chi stabiliva il luogo esatto della caduta.
    Invece la maggioranza degli italiani incoraggiata dalla notizia,  pregava perché il satellite cadesse in un ben preciso luogo della Brianza …

Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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