Quattro vie per dire addio ai combustibili fossili

Costi

Raffineria di petrolio in Arabia Saudita. Credit: Herbert Lanks—Shostal

Produrre energia costa. I combustibili fossili devono il loro basso costo alla loro relativa abbondanza passata, ai costi di estrazione molto bassi e alla ormai relativa standardizzazione degli impianti estrattivi e di produzione (senza contare i vari incentivi occulti ricevuti in quasi un secolo di lobbing).

Se a questi venissero sommati i costi del loro impatto ambientale, sanitario 1 e dei vari disastri ecologici di cui sono responsabili, il costo reale sarebbe molto più alto, tanto da permettere alle altre soluzioni alternative di essere più competitive sul mercato.

Una obbiezione abbastanza diffusa riguarda la localizzazione dei nuovi punti di produzione energetica (WWS + G): quella che, abituati al pensiero dei grandi numeri quando si parla di energia, sembra un grave handicap in realtà è il punto di forza delle energie rinnovabili: la possibilità che ogni casa, palazzo, quartiere e città diventi indipendente dal punto di vista energetico, unendo tecnologia e progettazione per diminuire drasticamente l’impronta energetica delle abitazioni e al contempo renderle produttrici della loro stessa energia; sul come questo sia possibile ne ho già parlato in un altro articolo tempo addietro 2.

Conclusioni

Risorse globali di energia solare. I colori sulla mappa indicano l'energia media che raggiunge la Terra. L'area necessaria per fornire l'energia equivalente alla richiesta primaria di energia attuale è indicata dai dischetti scuri. Credit: Wikipedia

Seri investimenti statali volti al risparmio energetico e contemporaneamente alla microproduzione di energia, potrebbero significare una inversione totale di rotta rispetto al maggior consumo di combustibili fossili tradizionali e di quelli nucleari per soddisfare la domanda energetica del pianeta, tanto da azzardare di trasformare l’offerta energetica in una sovraproduzione piuttosto che alimentare una domanda sempre crescente.
Una cosa di cui dovremmo poi tener conto è l’evoluzione sociale e tecnologica dei paesi attualmente sottosviluppati: infatti, a meno che non vorremmo tenerli sempre nel limbo dello sviluppo tecnologico per precisa scelta politica, prima o poi avanzeranno allo stesso nostro grado di sviluppo tecnologico, a quel punto la dipendenza energetica dai combustibili fossili diverrà insostenibile sia dal punto di vista economico che dal punto di vista dell’impatto ambientale, e forse allora sarà troppo tardi per qualsiasi azione riparatrice.
Piuttosto queste nuove tecnologie energetiche andrebbero messe a disposizione dei paesi più poveri ad un prezzo politico basso, a carico quindi dei paesi più ricchi come risarcimento per il dissennato sfruttamento delle risorse naturali del pianeta.
La microgenerazione è democratica, chiunque la può virtualmente fare  o esser messo nelle condizioni di farla, basta la volontà politica di cambiamento. Ci saranno dei morti lungo la strada, è inevitabile, chi ha interesse esclusivamente nei combustibili fossili diverrà obsoleto, mentre altre opportunità e maestranze saranno disponibili per tutti gli altri.

Tempo fa ho trattato della fusione nucleare (quella vera) 3: abbiamo disponibile una centrale termonucleare  immensa a 150 milioni di chilometri, che non inquina e che ci dona gratuitamente circa 200 watt per metro quadrato di superficie alle medie latitudini del pianeta: Vogliamo sfruttarla?

Note:

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Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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